“Il Made in Italy entra nell’era digitale: nasce il Passaporto che difende identità e autenticità

Non basta più un marchio per difendere il Made in Italy. In un’economia globale segnata da contraffazioni e appropriazioni indebite, la vera sfida è garantire che ogni prodotto italiano possa raccontare la sua origine, il suo percorso e la sua verità. È con questa missione che nasce il Passaporto Digitale del Made in Italy, presentato in Senato durante l’evento “ID Made in Italy: Identità, Innovazione e Difesa”, promosso da ITDIFESA con il sostegno delle Istituzioni, di Asso Made in Italy e di Notarify.

Il valore istituzionale

Il Senatore Antonio Trevisi, membro della Commissione Finanze, ha sottolineato la valenza strategica dello strumento:

«In un’economia globale sempre più esposta a rischi di contraffazione e perdita di identità, rendere i prodotti italiani riconoscibili, autentici e non replicabili attraverso la tecnologia è oggi una priorità assoluta. L’innovazione applicata alla tracciabilità è lo strumento imprescindibile per la tutela del Made in Italy».

Il Passaporto come “traccia memento”

Il nuovo sistema non è un semplice sigillo di garanzia, ma una sorta di “traccia memento” digitale: un archivio certificato che accompagna ogni prodotto lungo l’intera filiera, custodendo la sua storia in modo trasparente e inviolabile. Grazie a tecnologie avanzate in collaborazione con Notarify e sistemi di intelligenza iartificiale, il Passaporto Digitale rende ogni opera o prodotto italiano non solo identificabile e certificato, ma anche non replicabile, poiché porta con sé la memoria del suo processo produttivo, dei luoghi, delle mani e dei saperi che lo hanno generato.

Gli ambasciatori dell’eccellenza

I primi passaporti sono stati consegnati a realtà emblematiche:

la Levi Montalcni Fpndation, a testimonianza del genio scientifico e culturale italiano;

il Gruppo CRAI, modello di distribuzione di prossimità radicato nei territori;

Lamarr, portavoce della moda italiana nel mondo;

Tesori del Matese, eccellenza della filiera del tartufo, dove la tracciabilità incontra l’impegno produttivo.

«Con grande orgoglio – ha dichiarato Giangiacomo Ibba, Presidente di CRAI – riceviamo oggi in Senato questo riconoscimento che premia il nostro impegno per un’economia fondata sulla legalità e sulla trasparenza. Per noi è fondamentale offrire ai clienti un rapporto di fiducia e responsabilità, garantendo sempre l’origine e la qualità dei prodotti. Il Passaporto Digitale rafforza questo legame con le comunità locali e con i produttori italiani».

Il Passaporto Digitale del Made in Italy segna un punto di svolta culturale e tecnologico. Non è soltanto un certificato, ma un archivio vivente che custodisce la memoria della filiera produttiva, rendendola visibile, verificabile e incorruttibile. Se il Made in Italy è la nostra eredità, il Passaporto diventa il suo custode digitale, capace di difenderne il valore in un mercato globale spesso ostile. Un antifurto invisibile e allo stesso tempo un racconto permanente: ogni prodotto certificato porta con sé non solo un marchio, ma la storia della sua autenticità. È questa la vera forza: trasformare la tracciabilità in memoria collettiva. Perché ciò che rende grande il Made in Italy non è solo ciò che produce, ma la capacità di raccontare – e difendere – da dove nasce.